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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di seguito riportiamo la riflessione di un addetto del settore pervenuta in Segreteria, con la relativa risposta.
Spettabile UNIREC, opero da molti anni come recuperatore/agente di recupero crediti. Sarei lieto di conoscere se nella vostra società esiste un programma deontologico per chi svolge questo lavoro.
Non ho mai visto così tanti agenti come in questi ultimi anni. Ma quello che mi rende amareggiato è che codeste persone si stanno rivelando dannose per chi opera con educazione e con sincerità verso i debitori, usando false insinuazioni che non competono loro e un lessico poco ortodosso. Il tutto destabilizzando i debitori. Codesti agenti rendono difficile il nuovo approccio e non si rendono conto che i debitori, a volte, non possono versare danari nel loro mandato. Vero che perdono la provvigione, ma così fanno perdere al loro successore la possibilità di aiutare i debitori, e far si che le società mandanti abbiano risultati positivi nei loro uffici contenzioso. Un po' come un rappresentante che insulta il cliente che non vuole comprare nuovi prodotti.)
Mi domando come mai in Italia non esista una sorta di scuola, o di programma deontologico che deve per forza seguire chi vuole intraprendere questo lavoro, “socialmente utile” se svolto con coscienza ed educazione. Perchè si permette a chiunque di operare in un settore dove la moralità sta per essere cancellata, a dispetto della misera provvigione su ogni posizione gestita?
Lo spaccadito di anni fa è finito e non deve più esistere. Deve nascere casomai l’agente di procura, che spieghi quali siano i danni veri in cui incorre il debitore; che consigli su come provvedere a sistemare la sua situazione, illustrando tutte le possibilità che offrono le società mandanti, accontentandosi anche di una sola rata recuperata. In questo modo si predispone il debitore a ragionare e a valutare le possibilità di rientro dello scaduto.
Il mio sfogo è per capire se voi avete mai provveduto in tal senso, per far capire a costoro, ma anche alle società finanziarie, come si istruisce e come si sceglie il proprio agente recuperatore. Ritengo infatti sia importante avere un vero programma deontologico e formativo per chi chi fa questo lavoro. Così come per chi opera tramite i call center. Sarei lieto di avere una risposta.
Gentilissimo,
lo sforzo di UNIREC, come Associazione di categoria, è sempre stato indirizzato all’implementazione della qualità del servizio offerto dagli Associati.
Quest’ultimo poi, lo abbiamo sempre inteso come uno strumento di soluzione di un problema finanziario del debitore, e mai come un aggravamento dello stesso. L’attività di recupero stragiudiziale, come testimonia chiaramente la sua lettera, deve - anche a parere di chi scrive - essere improntata solo in questo modo.
Circa il fatto che l’Associazione (mi perdoni ma la nostra non è una società ed è una distinzione molto importante per quello che le sto per scrivere) non abbia un codice deontologico valido anche per i recuperatori, mi permetto di dissentire: non è così. I principi del codice deontologico si applicano alle aziende associate, tutte, ed ai loro collaboratori, tutti, compresi quelli del call center.
Non solo. UNIREC vanta anche un'altra iniziativa in tema di deontologia che supplisce vuoti normativi: il patentino di agente esattoriale. Un riconoscimento di parte seconda che è stato preso negli anni da oltre 400 agenti esattoriali. Certo si deve fare di più, visto anche l’esplosione che ha avuto il mercato. Ma la rassicuro subito: ci stiamo lavorando.
Grazie per averci scritto.
Cordialità,
Marco Recchi Segretario Generale UNIREC
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